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22 ottobre 2022

I LIEDER DI FRANZ LISZT

Sabato 22 ottobre 2022, ore 17
Istituto di Cultura Germanica, via De’ Marchi 4

I LIEDER DI FRANZ LISZT
Federico Spina, 
tenore
François Gautier, 
pianoforte

COMPLEANNO DI LISZT

I Lieder di Franz Liszt

In Liebeslust/Nella gioia d‘amore (Hoffmann von Fallersleben), S 318 – 1858

I’ vidi in terra angelici costumi (Sonetto 123 di Petrarca), prima versione, S 270/1 – 1845

S’il est un charmant gazon/Se è un grazioso prato (Victor Hugo), seconda versione, S 284/2 – 1859

Comment, disaient-ils/Come, chiedevano gli uomini (Victor Hugo), seconda versione, S 276/2 – 1859

Einst/Un tempo (Friedrich von Bodenstedt), S 332 – 1878

Ein Fichtenbaum steht einsam/Un abete sta solitario (Heinrich Heine), prima versione, S 309/2 – 1860 S 305/2 – 1848

Im Rhein, im schönen Strome/Nel Reno, nel fiume magnifico (Heinrich Heine), prima versione, S 272 – 1843

Freudvoll und leidvoll/Pieni di gioia e pieni di dolore (Johann Wolfgang von Goethe), seconda versione, S 280 – 1844

Schwebe, schwebe, blaues Auge/Vola, vola sguardo azzurro (Franz Ferdinand von Dingelstedt), seconda versione, S 305/2 – 1848

 

Wer nie sein Brot mit Tränen aß/Chi mai ha mangiato con lacrime il suo pane (Johann Wolfgang von Goethe), prima versione, S.297/1 – 1845

O lieb, so lang du lieben kannst!/Ama finché puoi amare! (Ferdinand Freiligrath), S 298 – 1847

Blume und Duft/Fiore e profumo (Friedrich Hebbel), S 324 – 1862

Wie singt die Lerche schön/Come canta bene l’allodola (Hoffmann von Fallersleben) S. 312 – 1856

Der du von dem Himmel bist/Tu che sei del cielo (Johann Wolfgang von Goethe), prima versione, S 279/1 – 1843

Gebet/Preghiera (Mikhail Lermontov, traduzione di Friedrich von Bodenstedt), S 331 – 1878

Ihr Glocken von Marling/ Campane di Marling (Emil Kuh), 328 – 1874

Der du von dem Himmel bist/Tu che sei del cielo (Johann Wolfgang von Goethe), terza versione, S 279/3 – 1860

 

Negli anni ’30, Liszt ha fatto conoscere i Lieder di Schubert a Parigi, accompagnando al pianoforte il celebre tenore Alfred Nourrit, e trascrivendone un gran numero per pianoforte solo, in versioni anche molto virtuosistiche. Più tardi egli stesso inizia a scrivere Lieder. Per lui, l’esecuzione di un Lied è innanzitutto dizione – egli stesso usa il termine “dire” nei suoi scritti. Pur esposto ad influenze francesi e italiane, caratterizzate da una vena melodica esuberante e decorativa, o nei passaggi in recitativo, egli prosegue la strada aperta dal declamato degli ultimi Lieder di Schubert: scrittura fluida, ora frammentata, ora lapidaria, frequenti cambi di tempo, sottile variazione tematica, già sviluppata nella musica strumentale.

Nei Lieder della giovinezza egli tratta piuttosto liberamente la poesia, a volte ne forza la forma, la carica di un pathos quasi teatrale. È l’ambiente musicale tedesco, favorevole alle innovazioni della sua musica, che più tardi influenza il suo stile nel senso della moderazione e dell’economia dei mezzi. Scrive egli steso:  “I miei Lieder giovanili sono di solito troppo sentimentali, enfatici, e troppo carichi nell’accompagnamento. Ora sento di essere finalmente sulla buona strada.” Di una poesia di Goethe, Der du von dem Himmel bist/Tu che sei del cielo, presentiamo oggi due diverse versioni (1843 e 1860).

Di alcuni Lieder Liszt scrive  diverse versioni che vengono pubblicate contemporaneamente, come O lieb, so lang du lieben kannst/Ama finché puoi amare, che diviene il celebre Liebestraum/Sogno d’amore per pianoforte. Spesso un motivo caratteristico al pianoforte, talvolta derivato dal canto, dà unità all’intera partitura. In tutta la sua produzione liederistica Liszt  mostra una notevole sensibilità nel musicare lingue e stili differenti; ad esempio, nei sonetti del Petrarca, egli adotta un melos più largo e sinuoso, in omaggio ai modelli belcantistici italiani e aderente al lungo verso endecasillabo. (Federico Spina)

 

Federico Spina è stato allievo di Daniela Ciliberti (Roma), ha frequentato i Laboratori teatrali con Svetlana Kevral, Federica Santoro, Andrea Trapani (Roma)e ha frequentato Corsi d’interpretazione con Christoph Prégardien, Henriette Meyer-Ravenstein e Hilko Dumno (Francoforte), Roberto Lorenzetti (Roma), Jonathan Alder, Walewein Witten, Markus Zugehör, Manuel Lange, Tomoko Okada, Eric Schneider, Alexander Schmalcz (Berlino), Vincent Minazzoli (Parigi).

È attivo soprattutto nella musica da camera, vive a Roma, canta in duo col pianista François Gautier (Nantes), col pianista Simon Münzmay (Lipsia), e molti altri.  Si ricordano anche collaborazioni teatrali con  Svetlana Kevral e Patrizia Punzo.

È membro dell’ensemble I Flamini, dedito alla musica dei secoli XVII e XVIII su strumenti originali, ha lavorato con diversi gruppi, fra cui Nolens Volens (musica barocca – Tivoli), e Recitar cantando, diretto da Fausto Razzi (Roma), per l’esecuzione di musica italiana del primo Seicento, e Festina Lente (musica sacra del Rinascimento – Roma).

 

François Gautier. Nato a Saint-Sébastien-sur-Loire nel 1988,  ha  cominciato  lo studio del pianoforte a 7 anni con Monique Bulor  e al Conservatorio di Nantes e ha ottenuto il diploma nel 2007. Ha studiato alla Académie Francis Poulenc di Tours, per l’approfondimento della melodia francese, sotto la guida di François Le Roux, Christian Ivaldi e Jeff Cohen.

Insegna privatamente e accompagna diversi cori nella regione di Nantes: Schola Cantorum de Nantes, Allegretto, Anna Vreizh, Appogiature e il COGEN.

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