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Domenica 16 marzo 2025

MELODRAMEN

XXVIII STAGIONE 2024-2025
Domenica 16 marzo 2025, ore 17
Istituto Liszt, via A. Righi, 30

Marco Valeri, voce recitante
Daniele Buccio, pianoforte

Franz Liszt (1811-1886)

Gretchen (S. 513, 1854-1876), aus Faust-Symphonie

Lenore (S. 346, 1858), testo di Gottfried August Bürger (1747–1794)

Zwei Episoden aus Lenau’s Faust | Due episodi dal Faust di Lenau (S.110, 1856-1862)

    1. Der nächtliche Zug | La processione notturna
    2. Der Tanz in der Dorfschenke | La danza nel villaggio (Mephisto-Walzer n.1)

Helge’s Treue | La lealtà di Helge (S. 686, 1859), testo di Moritz-Graf Strachwitz (1822-1847), dalla Ballade op. 1 di Felix Draeseke (1835-1913)

Mephisto-Walzer n. 2 (S. 515, 1878-1881)

Der traurige Mönch | Il monaco triste (S. 348, 1860), testo di Nikolaus Lenau (1802-1850)

Mephisto-Walzer n. 3 (S. 216, 1883)

Mephisto-Walzer n.4 (S. 216b, 1885)

A holt költó szerelme | Des toten Dichters Liebe | L’amore del poeta morto (S. 349, 1874), testo di Moritz Jókai (1825-1904)

Mephisto-Polka (S. 217, 1882-1883)

Bagatelle sans tonalité (S. 216a, 1885)

Der blinde Sänger | Il cantore cieco (S. 350, 1875-1877), testo di Aleksej Kostantinovič Tolstoj (1817-1875)

Il programma è dedicato alle cinque composizioni di Franz Liszt per voce recitante e pianoforte (Lenore, Helge’s Treue, Der traurige Mönch, A holt költó szerelme e Der blinde Sänger) e a quelle per pianoforte solo ispirate dal soggetto letterario di Faust. Nel dicembre del 1830 Berlioz condivise con Liszt il più forte interesse verso la versione in lingua francese realizzata da Gérard de Nerval del dramma di Goethe. Liszt in seguito ricambiò la dedica della légende dramatique La damnation de Faust con quella della propria Faust-Symphonie. Verosimilmente sollecitato dall’ouverture wagneriana, Liszt già a partire dagli anni ’40 realizzò composizioni vocali e corali tratte dal Faust di Goethe (Studentenlied, Soldatenlied, Chor der Engel e due versioni della ballata Es war ein König in Thule) e negli anni ’50 attese alla stesura della sinfonia in tre ritratti caratteristici secondo un procedimento ciclico. Liszt ne diresse la prima esecuzione a Weimar il 5 settembre del 1857 e pubblicò una trascrizione per due pianoforti dell’intero lavoro e per pianoforte del solo secondo movimento, Gretchen. Nei medesimi anni Liszt trasse ispirazione anche dal Faust di Nikolaus Lenau per gli Zwei Episoden
aus Lenau’s Faust (Der nächtliche Zug e Der Tanz in der Dorfschenke, la cui musica è una rielaborazione del Mephisto-Walzer n. 1). In una lettera del 10 gennaio 1861 all’editore Schuberth Liszt chiarì come i due Episoden fossero da intendersi come “parerga della Sinfonia Faust”. In una lettera a Franz Brendel da Roma del 29 agosto 1862 Liszt espresse la volontà che i due episodi fossero eseguiti insieme, anche in assenza di continuità tematica. In aggiunta a rifacimenti pianistici di estratti da La damnation di Berlioz, del Faust di Gounod e delle musiche di scena di Lassen, tra il 1878 e il 1885 Liszt compose ulteriori valzer ispirati a Mefisto e la Mephisto-Polka. (Daniele Buccio)

Daniele Buccio (Verona, 1980) svolge attività concertistica in qualità di solista dal 1997. Si è esibito per il ciclo delle “Maratone lisztiane” promosse dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dall’Accademia Musicale Chigiana presso il Parco della Musica di Roma nel 2011, nell’ambito dell’Aldeburgh Festival di Snape Maltings nel 2016, di tre edizioni del “Druskininkai Summer with M.K. Čiurlionis International Art Festival”, presso The Liszt Society di Londra nel 2014 e nel 2017, ha eseguito le dieci sonate di Alexander Scriabin presso la casa Museo di Scriabin di Mosca. Ha conseguito i diplomi in pianoforte presso presso il Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila, in composizione presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino e in Maestro Collaboratore per la danza presso il Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila e l’Accademia Nazionale di Danza di Roma. Nel 2010 ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Musicologia e beni musicali presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna (XXI ciclo) con una ricerca dedicata alla storia della psicologia della Gestalt in ambito acustico. Nel medesimo anno ha pubblicato per l’etichetta “Bongiovanni” di Bologna Dettagli e ritagli, 69 brani per pianoforte a lui dedicati dal maestro Luigi Verdi. Dal 2011 al 2017 è stato docente del corso preaccademico di Lettura della partitura presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Membro del Consiglio di amministrazione dell’Association “Ivan Wyschnegradsky” di Parigi, ha eseguito in prima esecuzione assoluta la versione pianistica de La journée de l’existence presso la sala Miaskovskij del Conservatorio di Mosca e composizioni inedite di Igor Miklachevsky, di Marina Scriabine, di Alexander Nemtin e di Mikalojus Konstantinas Čiurlionis. Ha eseguito le le trentadue sonate di Beethoven e i due volumi del Clavicembalo ben Temperato di Johann Sebastian Bach presso The School of Music di Calcutta e il Museo Čiurlionis di Kaunas. Presso quest’ultima istituzione ha eseguito le trascrizioni lisztiane delle nove sinfonie di Beethoven.

Marco Valeri classe 1978. Narratore e attore aquilano. Si forma in modo autonomo con maestri di livello internazionale appartenenti al Movimento del terzo teatro, appassionato di teatro fisico studia commedia dell’arte e clownerie per approdare al mondo della narrazione.
Suoi maestri fra gli altri Cesar Brie, Eugenio Barba, Mario Barzaghi, Shaghayegh Beshti, Ferdinando Taviani e Mirella Schino, Ascanio Celestini, Francesco Niccolini, Claudia Contin, Leiris Colombaioni, Antonio Fava, Victor Perez.
Entra a far parte della Compagnia Giovani del Teatro Stabile d’Abruzzo e col progetto teatro di testo porta il teatro nelle scuole.
Interpreta il Pulcinella ne Il turco in Italia diretto da A. Fava per il Teatro Marrucino. Per la regia di Claudio di Scanno è ne la Fedra di D’Annunzio, e ne le Troiane di Euripide. È nel cast della Medea di Luigi Musati.
Scrive, interpreta e si auto dirige in diversi monologhi fra cui Storia di Anna la pazza; Il dottore e lo specialista… metafora di un disastro, quest’ultimo sul terremoto dell’Aquila del 2009; Il ribelle di Dio; Che fine ha fatto CarrascosaL’ omertà.
La scrittura del suo ultimo monologo attualmente in scena la condivide con Francesco Niccolini che ne cura anche la regia e si intitola Via dei matti 43.    

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