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La Società del Casino dei Nobili

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LA SOCIETÀ DEL CASINO IN BOLOGNA

Risale al 1765 la costituzione di un ritrovo per la nobiltà bolognese per divertimenti, balli, accademie musicali e spettacoli teatrali. Questo primo Casino, che aveva sede nel palazzo Rossi di via S. Stefano, dovette chiudere nel 1796 all’arrivo dei francesi perché accettava solo nobili («i buffoni titolati») ed escludeva i borghesi («ogni galantuomo»). Chiuso il Casino “ancien régime” sorse un Casino Civico in palazzo Panzacchi, con l’idea di farne un luogo di integrazione sociale tra nobili e borghesi. Con la momentanea affermazione austro-russa del 1799-1800 si tentò una restaurazione con l’apertura di un Casino nobile in palazzo Zagnoni in via Castiglione, ma al ritorno dei francesi si ricostituì il Casino di ispirazione giacobina, che si insediò nuovamente in via Santo Stefano. A causa di problemi di ordine economico, questo dovette poi trasferirsi nel palazzo Vizzani-Lambertini di via Santo Stefano, e qui rimase tra il 1809 e il 1823 quando, a causa del cambio di proprietà dello stabile, si trasferì nel palazzo Amorini Bolognini in piazza Santo Stefano, dove rimase sino alla “definitiva” chiusura nel 1854 dovuta essenzialmente a problemi di ordine politico. Nel periodo della Restaurazione il Casino divenne un vero e proprio laboratorio politico, un campo “neutro” nel quale si ritrovavano favorevoli e contrari al governo pontificio e all’unità d’Italia. Molti sarebbero stati i compromessi con i moti del ’31 – a cominciare dal conte Pepoli – e molti soci avrebbero svolto importanti attività politiche sia nel governo pontificio che in quello italiano dopo l’Unità: ricordiamo Marco Minghetti, Carlo Berti Pichat, Rodolfo Audinot, Luigi Loup assieme ad altri che parteciparono alle battaglie risorgimentali, come Pietro Pietramellara e Alessandro Guidotti, entrambi caduti in combattimento nel 1848. L’eredità della Società del Casino è stata raccolta nel 1863 dal Domino Club tuttora attivo in via Castiglione.

Il Casino ebbe sempre una attività musicale molto intensa. Si ricordano, come ospiti delle sue accademie artisti come Gertrude Righetti Giorgi, Isabella Colbran, Marietta Marcolini, Elisabetta Manfredini Guarmani, Giovanni David, Giovanni Battista Rubini, Nicolò PaganiniFelice Radicati, Cesare EmilianiMaria Malibran e, naturalmente, Franz Liszt. Motore musicale delle accademie del Casino il marchese Francesco Sampieri.

Direzione del Casino in carica dal 1° luglio 1838:

Vicepresidente conte: Filippo Agucchi
Ispettori marchese: Annibale Banzi e Tommaso Facchini, Carlo Parmeggiani, Giovanni Valdem, il conte Annibale Ranuzzi, il marchese Giovanni Mazzacurati
Tesoriere: Giuseppe Gozzadini
Revisori dei conti: Onofrio Rossi, Carlo Berti Pichat, Pietro Pancaldi
Membri della commissione per il gabinetto letterario: marchese Lodovico Amorini, gli avvocati Vincenzo Piana e Francesco Pianesani
Direttore della musica: marchese Francesco Sampieri
Direttore della poesia: marchese Gerolamo Zappi
Direttore del ballo: conte Carlo Antonio Montanari
Segretari: Cesare Stagni e Pietro Venturi

Alcuni dei soci dell’anno 1838

Augusto Aglebert (fratellastro di Carlo Berti Pichat), Rodolfo Audinot, Francesco Rizzoli, il marchese Pietro Pietramellara, Filippo Martinelli, Marco Minghetti, il marchese Alessandro Guidotti, Raffaele Rossi, Carlo Rusconi, Luigi Loup, Carlo Gabussi.

(D.T.)

 

 

 

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